I nostri vigneti

La nostra Azienda possiede circa 10 ettari di terreno nella Provincia di Pesaro e Urbino, terreni che sono stati selezionati per produrre prevalentemente uve Bianchello, Chardoannay, Verdicchio e Sangiovese.
La cura dei nostri vigneti è improntata al rispetto ambientale.
La vendemmia viene fatta esclusivamente a mano: questo garantisce di vendemmiare solo grappoli sani e maturi, mantenendo integro il dialogo tra l’uomo e la natura.

IL BIANCHELLO DEL METAURO DOC

Il Bianchello del Metauro DOC che trae il suo nome dal vitigno e dal fiume Metauro, ha origini storiche antichissime, che si confondono con la leggenda: secondo Tacito infatti, la sconfitta di Asdrubale, fratello del cartaginese Annibale, avvenuta sulle rive del Metauro fu causata proprio dalle abbondanti libagioni di questo vino, reperito in zona.La data che conferma l’ingresso nella DOC è il 1969: anno che riconosce ufficialmente il Bianchello del Metauro come un vino di qualità.
Oggi il Bianchello del Metauro DOC gode di una buona fama, come vino fresco, giovane e fragrante, ottimo per gli aperitivi e per accompagnare i piatti a base di pesce.

IL SANGIOVESE

E’ uno dei vitigni italiani più antichi (“sangue di Giove”), per alcuni era già noto agli Etruschi. E’ senz’altro l’uva a bacca rossa più diffusa in Italia, soprattutto in Toscana, Umbria, Emilia Romagna. Vi sono molte tipologie di Sangiovese, ma vengono comunque divise in due categorie: Sangiovese Grosso, il più pregiato, del quale viene coltivata una quantità limitata, quasi totalmente nella zona di Montalcino (SI), dove viene chiamato Brunello (ne parliamo in una scheda apposita) e nella zona di Montepulciano (SI), dove prende il nome di Prugnolo Gentile; Sangiovese Piccolo, il più comune, che prende vari sinonimi, a seconda delle zone, fra cui Morellino presso Scansano. Ma il numero di cloni è davvero enorme e c’è una netta differenza fra un Sangiovese romagnolo e uno toscano o umbro. All’estero viene coltivato in California (Napa Valley e Sonoma County), con buoni risultati; è molto conosciuto anche in Argentina, specialmente nella provincia di Mendoza, ma il vino che se ne produce è sostanzialmente diverso.

IL VERDICCHIO

Il Verdicchio è un vitigno a bacca bianca coltivato quasi esclusivamente nelle Marche. Si tratta di un vitigno piuttosto eclettico che viene utilizzato per produrre, generalmente in purezza, sia vini freschi e di pronta beva, sia vini molto strutturati e capaci di notevole longevità. È altresì utilizzato per produrre spumanti (sia metodi classici, sia Charmat) e vini passiti.
Il nome verdicchio deriva chiaramente dal colore dell’acino, che mantiene evidenti sfumature di verde anche a piena maturazione.Il vitigno è considerato autoctono delle Marche: le prime testimonianze della sua coltivazione risalgono al XVI secolo.
Recentemente, l’analisi genetica ha evidenziato una parentela molto stretta tra il Verdicchio e il Trebbiano di Soave: si è dunque ipotizzato che il verdicchio sia stato introdotto nelle Marche da coloni veneti, giunti alla fine del Quattrocento per ripopolare le campagne dopo un’epidemia di peste. Cupramontana è considerata la capitale del Verdicchio.

LO CHARDONNAY

Lo Chardonnay è un vitigno a bacca bianca, internazionale, coltivato in tutte le aree viticole del mondo.
Dalle uve di Chardonnay si possono ottenere vini fermi, frizzanti o spumanti, con gradazione alcolica alta e acidità piuttosto elevata. Il colore del vino è giallo paglierino non particolarmente carico, il profumo, caratteristico, è delicato e fruttato (frutta tropicale, ananas in particolare), il sapore elegante e armonico. Se invecchiato assume note di frutta secca. È particolarmente indicato per l’affinamento in barrique.